Il Sud cresce più del resto del Paese ormai da quattro anni. Un segnale positivo, che smentisce l’idea di un Mezzogiorno fermo e incapace di reagire. Ma dietro i numeri favorevoli si nascondono anche fragilità strutturali, rischi futuri e nodi ancora irrisolti. È il quadro tracciato da Luca Bianchi, direttore generale di SVIMEZ, intervenuto al Festival dei libri sulle mafie “Trame” a Lamezia Terme. “Gli ultimi dati SVIMEZ relativi al 2025 confermano che il Sud cresce più del resto del Paese ormai da quattro anni. È un fatto molto positivo e dimostra che il Sud non è un “vuoto a perdere” perché se si fanno investimenti, il territorio reagisce”, ha affermato Bianchi.

Il punto, però, è capire da cosa sia stata generata questa crescita e quanto possa durare. “Il vero tema, però, è che si tratta di una crescita trainata prevalentemente dalla spesa pubblica”, ha spiegato il direttore generale della SVIMEZ. Prima il Superbonus 110%, poi il PNRR, che ha rappresentato la componente principale dell’accelerazione registrata negli ultimi anni. “È un dato positivo — ha aggiunto — perché significa che le amministrazioni sono state in grado di cogliere questa occasione. Ma è anche un elemento di preoccupazione: cosa accadrà dopo il 2026, quando verrà meno questo forte traino? Il rischio è tornare un po’ al passato, con una crescita inferiore”.