La moglie del premier rinviata a giudizio: tolto il passaporto, non potrà espatriare
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A processo e senza più il passaporto, per via del rischio latitanza. Peggiora sensibilmente la situazione a carico di Begona Gomez, moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez (che non si dimetterà neanche stavolta, ha assicurato) rinviata a giudizio per quattro reati e con l'obbligo di comparire in tribunale ogni 15 giorni. Il magistrato ha inoltre disposto l'apertura di un procedimento nei confronti della sua consulente alla Moncloa, Cristina Álvarez, e dell'imprenditore Juan Carlos Barrabés che secondo le accuse l'avrebbero aiutata a istituire la sua cattedra all'Università Complutense e per il quale lei ha scritto varie lettere di richieste di agevolazioni in appalti pubblici. Le accuse sono gravi: traffico di influenze, corruzione negli affari, appropriazione indebita e peculato, tutti reati commessi "sfruttando" la sua posizione di moglie del presidente.La difesa della donna sostiene che non potrebbe fuggire, anche se volesse, dal momento che in quanto moglie del Primo Ministro è sempre circondata dgli agenti della sicurezza, ma il giudice Juan Carlos Peinado non le crede: "Ciò che è fuori di dubbio è che questi agenti, in un certo momento, possono, di propria iniziativa o su ordine dei loro superiori, essere proprio coloro che collaborano all'azione o alle azioni compiute per facilitare quella fuga, che rende impossibile per l'accusato essere a disposizione della giustizia", ha detto pubblicamente. Lo stesso pm che ha disposto ieri il rinvio a giudizio, nelle 84 pagine di ordinanza ha battuto molto sul tasto della fuga di Begona, che rischia una pena fino a sedici anni di carcere.










