Secondo il giudice, Begoña Gómez avrebbe sfruttato la sua relazione per favorire la propria carriera. Ma il premier assicura: «Resto in carica fino al 2027»

Arriva una nuova grana giudiziaria per il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez. Begoña Gómez, moglie del primo ministro, è stata rinviata a giudizio. Il giudice istruttore di Madrid, Juan Carlo Peinado, ha fissato anche una serie di misure cautelari, fra cui il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il territorio nazionale e l’obbligo di firma ogni 15 giorni davanti al tribunale. Il timore, infatti, è che la primera dama spagnola possa fuggire all’estero per sottrarsi alle indagini. Le stesse misure sono state imposte anche a Cristina Álvarez, consigliera di Gómez alla Moncloa, la residenza ufficiale del primo ministro spagnolo.

Le accuse nei confronti della primera dama

Il giudice Peinado, scrive il quotidiano iberico El País, ha incriminato Begoña Gómez per quattro reati: traffico di influenze, corruzione negli affari, appropriazione indebita e malversazione. Secondo il giudice, la moglie di Sánchez avrebbe sfruttato la sua relazione con il leader del Psoe per favorire la propria carriera. In più, si sarebbe affidata al suo consulente per gestire i suoi affari privati.