Sarà meglio riempirsi lo stomaco. Il prossimo pranzo potrebbe riproporsi fra cinque anni. In fondo al mare, a quasi un chilometro di profondità, le occasioni per mangiare non si presentano spesso. I crostacei abituati al buio, al freddo e alle pressioni estreme del fondo degli oceani possono al massimo imbattersi in una poltiglia di pesci morti vicino alla superficie e poi precipitati fin lì.

Non è certo un menù da scatenare l’appetito, ma dei crostacei appena scoperti dai biologi marini dell’Accademia delle Scienze Cinese estendono il loro digiuno a livelli estremi. Bathynomus jamesi, una sorta di armadillo che arriva a mezzo metro di lunghezza e sembra uscito da un film dell’orrore, viene studiato dagli scienziati cinesi dal 2017.

In tutto questo tempo gli esemplari seguiti dagli scienziati hanno avuto qualche sporadica occasione di mangiare. E l’hanno saputa sfruttare al meglio. Lo stomaco dei Bathynomus, scrivono i biologi su Cell, è come un enorme frigo che arriva ai due terzi del volume dell’intero organismo, permettendogli di ingozzarsi quando possibile. Il resto del corpo è imbottito di cellule di grasso. E il metabolismo, in epoca di vacche magre (praticamente sempre) riesce a ridursi fin quasi a zero.