Il mare come spazio culturale, economico e identitario torna al centro del dibattito pubblico in Calabria grazie a “Thàlassa – Storie dal mare”, il festival che si svolge tra le coste di Vibo Valentia e Pizzo Calabro. Un progetto che nasce all’interno di una visione più ampia di sviluppo sostenibile legato alla blue economy, coinvolgendo comunità, istituzioni, operatori del settore ittico e realtà culturali.

Non un semplice cartellone culturale, composto da circa 40 eventi che si susseguiranno sino a settembre, ma un processo collettivo. Un laboratorio permanente di identità, visioni e appartenenza che prende forma sulle coste calabresi per restituire centralità al mare come occasione di dialogo, memoria, accoglienza e contaminazione culturale.

Ideato e diretto da Angelica Artemisia Pedatella, Thàlassa, finanziato a valere sull’Avviso “Attività Culturali – Annualità 2025” con risorse POC 2014/2020 – Az. 6.8.3, è promosso dal GALPA MariCal, organizzazione che sostiene le comunità costiere di pesca e acquacoltura da Buonvicino a Melito di Porto Salvo. A condurci alla scoperta di questa realtà è il presidente Antonio Alvaro.

Di cosa si occupa il GALPA MariCal?

“Il GALPA MariCal è letteralmente il Gruppo di Azione Locale Pesca della Calabria centro-settentrionale. Nasce dall’idea di creare un’alleanza tra comunità, imprese e territori che scelgono di lavorare insieme per costruire una blue economy giusta, sostenibile e capace di generare futuro. Tra i nostri obiettivi principali c’è la volontà di rimettere al centro la figura del pescatore, il custode e l’imprenditore del mare da cui può ripartire una vera visione sostenibile di questa risorsa umana, culturale, politica e spirituale: il mare”.