Nella capitale sono rimaste solo 16 carrozze trainate da cavalli. Dal Campidoglio cercano da tempo di convincere i conducenti a convertire la loro licenza in quella per taxi o NCC

Esistono suoni che hanno il potere di riportare la mente a un passato lontano, quasi fuori dal tempo? Forse sì. Tra questi, difficile non includere il rumore degli zoccoli di cavallo sul manto stradale e il cigolio della carrozza che segue immediatamente al traino. A Roma, per le strade del centro, le cosiddette “botticelle”, termine che designa le carrozze (o “carrozzelle”) trainate da cavalli, continuano a portare avanti questa tradizione, nonostante i numerosi tentativi del Campidoglio di invogliarli ad abbandonare il servizio per abbracciarne un altro: quello dei taxi o degli NCC.

Da licenza per carrozze a licenza taxi: «Niente di nuovo. Ma a noi non interessa»

Ne hanno parlato molti giornali negli ultimi giorni, soprattutto dopo che lunedì scorso in Campidoglio sembra essersi tenuta l’ennesima riunione sul tema. Così in molti hanno adottato titoli che gridavano allo scandalo o garantivano sviluppi certi sulla materia. Peccato che i conducenti di carrozze di Roma neghino tutto: «Non è vero niente. Anzitutto – ricordano – la possibilità per noi di convertire la nostra licenza da “botticella” a taxi, o in alternativa anche in NCC (noleggio con conducente, ndr) è da sempre prevista nel nostro regolamento. È una nostra scelta decidere se rimanere con il nostro servizio o riconvertirlo». Niente di nuovo, quindi, garantiscono.