Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet mostra i risultati straordinari del vaccino contro il papillomavirus umano (HPV). Nell’ultimo quinquennio nessuna ragazza vaccinata di circa 20 anni è morta di cancro cervicale in Inghilterra (Regno Unito).
Per la prima volta in assoluto, nell'arco di cinque anni (il quinquennio 2020-2024) nessuna ragazza di circa venti anni che aveva ricevuto il vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) ha perso la vita a causa del cancro cervicale in Inghilterra (Regno Unito). In questo intervallo temporale, in assenza del vaccino, la media statistica sarebbe stata di 23 giovanissime donne uccise dall'aggressivo tumore. È quanto emerso da un nuovo studio pubblicato sull'autorevole rivista scientifica The Lancet. Si tratta di un risultato straordinario accolto con grande entusiasmo dalla comunità scientifica, perché sottolinea – per l'ennesima volta – l'eccezionale efficacia del vaccino anti HPV somministrato nell'adolescenza.
Il papillomavirus è responsabile del 99,9 percento dei casi di cancro alla cervice uterina – oltre ad altre neoplasie – e i programmi di vaccinazione introdotti attorno al 2007-2008 stanno dando enormi benefici; in Australia, dove la vaccinazione è stata resa gratuita, i casi di infezione e di cancro sono calati a tal punto che si ritiene che la malattia oncologica verrà definitivamente sconfitta entro la fine di questo decennio. Un recente studio pubblicato su JAMA ha evidenziato che negli Stati Uniti i decessi per carcinoma cervicale tra le ragazze con meno di 25 anni sono crollati del 62 percento rispetto agli anni '90, proprio grazie alla diffusione del vaccino anti HPV. Ma purtroppo non tutti lo fanno. La copertura ideale, secondo i medici, sarebbe di almeno il 90 percento perché in grado di innescare anche l'immunità di gregge, ciò nonostante a causa dell'ideologia novax che si è diffusa – e continua a diffondersi – sui social network durante la pandemia di COVID-19 molti genitori non stanno facendo vaccinare i figli, che purtroppo possono pagarne le conseguenze con la vita, come dimostrano i dati del nuovo studio. A condurre la ricerca i due scienziati Peter Sasieni e Milena Falcaro del Centro per lo screening, la prevenzione e la diagnosi precoce del cancro del Wolfson Institute of Population Health presso la Queen Mary University of London. I ricercatori evidenziano che l'Inghilterra ha introdotto un programma nazionale di vaccinazione contro l'HPV nel 2008 per le ragazze tra i 12 e i 13 anni, che aveva raggiunto una copertura dell'80-90 percento prima della pandemia di COVID-19. Alla luce dell'efficacia emersa dagli studi, è stata effettuata anche una compagna vaccinale di recupero tra il 2008-2010 per le ragazze più grandi, fino ai 18 anni (ma i benefici massimi si ottengono proprio tra nella fascia 12-13 anni). Oggi, a quasi 20 anni di distanza da queste campagne, stanno emergendo gli enormi benefici del vaccino anti HPV.











