di
Luca Bertelli
Il 21 giugno alla scuderia Borgo la Caccia potrebbe arrivare anche la rockstar che è stata avvistata nei giorni scorsi sul Garda
L’equitazione è molto più che uno sport: è educazione e rispetto, per la propria disciplina e per i cavalli. Non Formula Uno, ma esseri viventi che per essere performanti devono creare un legame unico con cavalieri e cavallerizze. Le donne in Italia costituiscono la maggioranza assoluta delle praticanti e questo è l’unico sport realmente paritario all’Olimpiade: la distinzione per sesso non esiste, si gareggia tutti insieme. Brescia è da molti anni tra le province trainanti in Italia: maneggi e scuderie pullulano, specie in Franciacorta e sul Garda. In questi giorni, la ribalta se la sono presa due donne diverse tra loro ma con il nostro territorio, almeno ora, come denominatore comune. Una ha un (doppio) cognome che negli sport equestri italiani è tradizione da oltre cent’anni: Martinengo Marquet. L’altra è abituata da tempo a cavalcare con il peso di un cognome ingombrante, leggendario nella musica (Springsteen), sempre anteposto alle pur riconosciute qualità sportive - è stata anche modella - che le sono valse una medaglia d’argento all’Olimpiade a Tokyo.








