"Quattro anni or sono, mentre con gli sci da alpinismo mi allenavo sul Monte Rosa per partecipare a una gara di trail running in Lapponia, un piede mi rimase incastrato in un lastrone di ghiaccio e mi fratturai tibia e perone. Mi fu inserita una placca e guarii, ma dovetti smettere di correre". A raccontare è Ita Emanuela Marzotto, della nota famiglia di industriali tessili, imprenditrice, madre di tre figli e grande sportiva: amazzone di salto ostacoli fin da giovane, a 49 anni ha abbracciato il trail running di lunga distanza partecipando a gare come la Marathon des Sables, 250 km nel Sahara marocchino, o come la Tor de Glaciers, 450 km con 35mila metri di dislivello positivo in autonavigazione. Ha vinto il Continental Challenge, un insieme di cinque prove in giro per il mondo: prima classificata nell’Ultra Asia Race in Vietnam, vincitrice del The Track di 520 km in Australia, ancora vincitrice della Ultra Norway Race, partecipando anche all’Ultra Bolivia con il percorso tutto sopra i 3000 metri, e andando a punti anche nell’Ultra Africa in Mozambico. Insomma una passione forte, abbandonata solo per ragioni di forza maggiore. Poi dopo l’infortunio il ritorno in sella nell’endurance, disciplina simile al trail running: anche lì gare importanti nel mondo, compresa la leggendaria Tevis Cup negli Usa, 100 miglia sulla Sierra Nevada. Il mese scorso Ita Marzotto ha conquistato a Montalcino il suo primo titolo italiano di endurance: 160 km in sella allo stesso cavallo e nello stesso giorno, con soste di 40-50’ per monitorare i parametri cardiocircolatori e metabolici del cavallo.
Equitazione Ita Marzotto, la regina dell’Endurance
Ha vinto il campionato italiano a Montalcino, 160 km in una giornata "I cavalli sono una straordinaria malattia, con loro c’è un legame speciale".






