Ci sono gruppi che segnano una generazione. E negli anni continuano ad essere un punto di riferimento per chi, nelle canzoni della band, trova la propria voce. È quello che rappresentano i Marlene Kuntz per tante persone che nell’album Il Vile, che nel 2026 celebra i suoi primi trent’anni, e che trovano risposte a tante domande oggi più che mai. Undici brani che scuotono il corpo, ma anche abbracciano con dolcezza chi sente la musica con inquietudine interiore, e la l’inquietudine in una lingua nuova: erano i primi anni Novanta e il rock alternativo stava cercando di farsi spazio nei vari generi musicali, con nuovi artisti che raccontavano le loro urgenze. I Marlene non solo hanno tradotto le proprie in brani, ma anche quelle di tanti loro coetanei: un dialogo che inizia proprio con Il Vile e prosegue ancora oggi, e non solo con quella generazione che ha assistito alla nascita di un genere poi diventato movimento.

Un album che abbraccia più generazioni: le stesse paure, ma in periodi diversi

A La Prima Estate, Festival in cui la band porta un tassello del tour dedicato alla celebrazione dell’album, si nota proprio questo: non c’è solo chi ha vissuto la Generazione X, ma anche chi di quel periodo ha fatto tesoro e ha ereditato della musica ben fatta che ancora oggi suona attuale.