Che anno per il rock italiano targato Piemonte, quel 1996. Mentre nascevano i Subsonica, i Marlene Kuntz pubblicavano il secondo album, “Il vile”. Opposte le scelte delle due band per celebrare i rispettivi trentennali: Casacci e compagni lo stanno facendo con un disco nuovo ed eventi in tutta la città, la compagine cuneese ha scelto di intraprendere un tour in cui esegue integralmente i gioielli di allora. Doppio appuntamento mercoledì 8 e giovedì 9 a Hiroshima Mon Amour (in via Carlo Bossoli 83). La parola al leader, Cristiano Godano.

In che misura l’esperienza in studio e live del disco precedente, “Catartica”, ha contribuito a “Il vile”?

«Non granché, direi. Eravamo determinati a costruire un percorso che ci potesse dare la gioia di vivere di rock e per i primi cinque o sei album volevamo fare qualcosa che non assomigliasse troppo a quanto inciso prima».

Com’è cambiata da allora la vostra provincia, il Cuneese?

«Sono accadute molte cose in ambito sociale, culturale, enogastronomico e turistico. Distinguerei però tra Cuneo città, vicina alle montagne, un po’ lontana dall’Italia e caratterizzata da una certa chiusura, e le Langhe, che invece si sono proiettate al centro del mondo sfruttando al meglio gli aspetti positivi della globalizzazione».