“Non so bene non so dire come nasca quel calore / certamente so che brucia so che arde so che freme / e trasforma la tua vita no tu non lo puoi spiegare / una sorte di apparente illogicità / ti fa vivere una vita che per altri è assurdità (…) Curre curre guaglió”.

Roma – Tutta l'Italia cantava quel ritornello a metà degli anni Novanta: era la colonna sonora di Sud di Gabriele Salvatores, era nelle radio, era nei cortei, era ovunque. Dietro quella voce c'era Luca Persico, in arte 'O Zulu, cinquantaquattro anni appena compiuti, e la sua band, i 99 Posse, il collettivo rap-rock-dub che allora potevi trovare in classifica tra Venditti e Baglioni, così come sui palchi dei centri sociali di tutta Italia.

Ci incontriamo a Roma in un bar vicino alla Rai dove è appena stato per parlare del suo nuovo spettacolo teatrale con Caterina Bianco in cui racconta la sua storia. Sta bene oggi e quel calore di cui parlava in Curre curre guaglió sembra ancora acceso. Anche se oggi è tutto diverso.

Foto di Sabrina Cirillo

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