All’alba di domenica 21 giugno 2026 la comunità di Senago si è risvegliata nella tragedia: il canale artificiale Villoresi si è trasformato in una trappola mortale.
Al centro dell’incidente un dato sconvolgente: nove giovani stipati in un’unica vettura. Una scelta estrema che ha azzerato ogni margine di sicurezza e portato a un bilancio devastante: tre diciassettenni – due ragazzi e una ragazza – sono morti prima che la giornata iniziasse.
La dinamica dell’accaduto restituisce un quadro di gravissima sottovalutazione del rischio. L’auto è precipitata nel canale, un’importante infrastruttura idraulica a nord-ovest di Milano, e viaggiare in nove in un abitacolo omologato per un numero ben inferiore di passeggeri si è rivelato fatale.
Gli investigatori evidenziano come il sovraccarico alteri il baricentro del mezzo, riduca drasticamente gli spazi per i movimenti, comprometta l’efficacia dei dispositivi di sicurezza e renda quasi impossibile una fuga rapida una volta finiti in acqua.
I soccorritori – vigili del fuoco e sommozzatori specializzati – si sono trovati di fronte a uno scenario di estrema complessità per estrarre i corpi dall’abitacolo sommerso, un contesto in cui pochi minuti fanno la differenza tra la vita e la morte.










