Media libanesi intanto riferiscono di altri attacchi dell'esercito israeliano a Sud di Beirut. Per il ministro delle finanze di Tel Aviv, Bezalel Smotrich, l'Idf dovrà restare per anni nelle zone che controlla dell'area: «Non ci ritiriamo neanche se lo chiedono gli Stati Uniti»
Il vicepresidente americano JD Vance è atterrato nella base aerea di Emmen, vicino a Lucerna, per dare ufficialmente il via ai colloqui con la delegazione iraniana sul programma nucleare di Teheran e sul consolidamento della tregua appena raggiunta, come riferisce l’Ansa citando l’Ap. Con lui ci saranno gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner; per la Repubblica Islamica sono già arrivati il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. La cornice scelta è il Bürgenstock resort, l’albergo a cinque stelle affacciato sul lago dei Quattro Cantoni che il Corriere della Sera descrive presidiato dalla polizia cantonale e prenotato «per la pace per altri tre giorni». A mediare, come durante la guerra, il premier pakistano Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate Asim Munir, affiancati dai qatarini che hanno cucito la bozza dell’intesa, firmata in digitale appena quattro giorni fa da Donald Trump e Masoud Pezeshkian. Prima di partire, Vance ha indicato gli obiettivi del tavolo: progressi «sulla questione nucleare» e sul «cessate il fuoco in Libano», aggiungendo che «la situazione sta effettivamente migliorando e le tensioni si stanno un po’ attenuando».










