«Mi hai svegliata quattro volte stanotte per andare a fare la pipì». «Sei ancora in bagno? Liberamelo che è tardi e devo truccarmi». Compagne e mogli si accorgono così che il partner ha un problema urinario. «Le loro lamentele sono quelle che più spesso spingono gli uomini a consultare il medico» osserva l’urologa Silvia Secco. «Una minzione più frequente e urgente, e un getto più debole o intermittente per cui si impiega più tempo a svuotare la vescica, anche con un po’ di dolore, possono essere tutte avvisaglie di un’iperplasia (comunemente nota anche come ipertrofia) prostatica benigna» spiega la dottoressa, che dirige il centro per la terapia di questa patologia presso l’ospedale Niguarda di Milano.

«L’iperplasia è un aumento delle cellule della prostata, che si traduce con un ingrossamento progressivo della ghiandola che va a comprimere l’uretra, ostruendo il passaggio delle urine. È un disturbo molto diffuso soprattutto dopo i 50 anni, che arriva a creare forti disagi nella vita sociale. Ma è importante sapere che è risolvibile, anche con trattamenti “gentili”, mininvasivi, che preservano l’eiaculazione». L’invito alle partner: «Spronate l’uomo a fare un controllo dall’urologo a 4045 anni per accertare la salute generale della sua prostata. E non ridicolizzatelo se è in cura: supportatelo e rassicuratelo, le soluzioni sono tante e per tutte le esigenze».