I giudici, sia in primo grado che in appello, hanno ritenuto che non ci sia stata alcuna violenza nei confronti di una donnaNon c’è stato alcun palpeggiamento da parte dell’uomo nei confronti della presunta vittima. "Il fatto non sussiste", aveva deciso il collegio presieduto da Luciano Costantini a fine gennaio 2021. Così ha ribadito la Corte d’appello di Firenze nei giorni scorsi dove la vicenda, avvenuta in un centro della nostra provincia, si sarebbe svolta nel giugno 2018. Otto anni, dunque, ci sono voluti per chiudere il cerchio sul caso che vedeva imputato un uomo che all’epoca aveva 61 anni mentre la donna 53. L’imputato era assistito dall’avvocato Danilo Lombardi.
Un’odissea giudiziaria. A seguito delle dichiarazioni della donna era finito sotto processo per violenza sessuale. Tutto era iniziato quando, nel 2018 una persona aveva ospitato una coppia di amici nel podere restaurato dove viveva. E dove abitava, in un altro appartamento, anche la 53enne che ha denunciato la violenza. C’era stato uno screzio fra vicine, quest’ultima si era vista arrivare i carabinieri alla porta a seguito della denuncia per violazione di domicilio, riportava nel febbraio 2021 La Nazione. Aveva raccontato attenzioni ’forti’ nei suoi confronti. Che l’imputato approfittando del fatto che indossava una gonna, avrebbe addirittura tentato di strapparle le mutandine. Toccandole poi il seno, accompagnando i gesti con parole dal contenuto inequivocabile. La procura aveva indagato ma, al termine dell’inchiesta, il pm Daniele Rosa aveva optato per l’archiviazione. C’era stata opposizione da parte della donna, giungendo al processo. Lungo e tormentato, lei è sempre stata presente ad ogni udienza. Il pm aveva chiesto la condanna a tre anni ma il collegio fu di avviso diverso: assolto con formula piena. Nessuna violenza, insomma per l’uomo in primo grado difeso da Monica Barbafiera. Identica, qualche giorno fa, la decisione della Corte di appello.








