Nessuna "violazione delle norme" ed "estraneità alle accuse" che le vengono mosse. È questo, in sintesi, il contenuto delle dichiarazioni spontanee rese oggi da Alessia Pontenani, legale di Alessia Pifferi, nel processo in abbreviato per falso e favoreggiamento, che vede imputate anche tre psicologhe del carcere San Vittore e lo psichiatra e consulente della difesa Marco Garbarini.
La legale "ha rappresentato la sua convinzione di aver difeso" la 37enne – accusata dell'omicidio della figlia di 18 mesi – nel migliore dei modi e di "non aver violato nessuna norma né procedurale né deontologica", ha spiegato il suo difensore Corrado Limentani al termine dell'udienza a porte chiuse.
"È convinta della veridicità e della fondatezza delle consulenze fatte e ha rappresentato il suo dispiacere per questa indagine nei suoi confronti. Ha riaffermato la propria estraneità a tutti gli addebiti" e confida "in una sentenza di proscioglimento".
Pontenani, ha aggiunto il legale che la difende insieme con il collega Gianluigi Comunelli, è poi uscita dall'aula "commossa", in quanto "partecipare a un'udienza non come difensore ma come indagata per un avvocato è sempre un'esperienza faticosa, soprattutto quando l'avvocato non ha nulla di cui rimproverarsi".








