Violazione del testo unico sulla sicurezza sul lavoro. E omissione di lavori in edifici e altre costruzioni che minacciano rovina. Sono i reati iscritti nel nuovo fascicolo d’inchiesta aperto dalla procura di Torino per il crollo del controsoffitto, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì scorsi, dello spogliatoio vicino alla sala operatoria della Neurochirurgia delle Molinette. La procura ha aperto un’inchiesta sul caso dopo l’arrivo dell’informativa dello Spresal. La relazione registra l’accaduto e evidenzia una serie di criticità. Dopo averla letta i magistrati hanno valutato che, pur non essendoci indagati, sono ipotizzabili due reati: la violazione della normativa che tutela la sicurezza di tutti i luoghi di lavoro. E il reato previsto dall’articolo 677 del codice penale, che punisce “il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina”. Ed è questo dunque, lo stato in cui verserebbe l’ospedale Molinette. La rovina. Il polo di eccellenza medica sarebbe contenuto in un edificio così vetusto da minacciare, appunto, “rovina”, anche secondo i magistrati. Secondo l’ipotesi accusatoria, potrebbero esserci delle responsabilità riguardo a chi, per legge e per ruolo, è obbligato “alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzione”. In sostanza, se un edificio è vecchio e pericolante, chi lo gestisce ha il dovere di “provvedere ai lavori necessari, per rimuovere il pericolo”. Se omette di farlo, commette un reato.
Molinette vecchie e a rischio rovina, la Procura indaga sui troppi crolli
Indagine per la violazione della legge sulla sicurezza. Controlli e verifiche anche sui cedimenti negli altri ospedali: 5 solo nell’ultimo anno, tutti senza re…










