VAZZOLA (TREVISO) - Banda di tre ladri entra in casa e nella fuga aggredisce il proprietario. Una violenta aggressione, quella avvenuta ieri mattina in via Borgo Cristo a Tezze di Vazzola. Poco dopo le 10, i malviventi (due in azione, il terzo a bordo di una Bmw) si sono introdotti nell'abitazione della famiglia Buosi, in quel momento fuori casa.

Il colpo è durato pochi minuti perché la presenza dei ladri è stata immediatamente segnalata ai proprietari sul cellulare da una telecamera di sorveglianza del giardino. Così, Arnaldo Buosi, 68 anni, è subito corso a vedere cosa stesse succedendo e ha trovato uno dei tre malviventi intento a scavalcare la recinzione per allontanarsi dall'abitazione. «Papà ha cercato di bloccarlo - racconta la figlia Annalisa - ma questo, aiutato dal complice, lo ha fatto cadere violentemente a terra». Mentre il terzo è uscito dall'auto impugnando un cacciavite in segno di minaccia. «Poi sono fuggiti, però papà non sta bene: quando anche io e mia sorella siamo arrivate a casa, lo abbiamo trovato pieno di sangue».Arnaldo è stato trasportato al pronto soccorso di Oderzo ferito a polso e schiena a causa della caduta. Sul caso, ora indagano i carabinieri. Le telecamere «Oggi andremo a sporgere denuncia - afferma Arianna -, intanto abbiamo consegnato i filmati di videosorveglianza che riprendono parte di quello che è accaduto». La telecamera nel giardino dell'abitazione, infatti, ha registrato l'arrivo del Suv con all'interno la banda. «Hanno parcheggiato poco distante il cancello d'ingresso - racconta - poi uno è sceso e ha suonato il campanello tre volte per accertarsi che l'abitazione fosse vuota».La famiglia, composta da mamma, papà e due figlie, non era in casa. In giardino solo il cane Rico di sei anni. «Quando ha capito che non c'era davvero nessuno, ha scavalcato la ringhiera, spruzzato uno spray per addormentare il cane e poi ha girato la telecamera». L'occhio elettronico ha catturato il momento in cui il malvivente si è avvicinato: il volto coperto dal passamontagna e un berretto con frontino in testa, polo bianca e guanti per coprire le mani.La violenza e la fuga Poi l'arrivo del secondo complice, che ha rotto una finestra al primo piano per introdursi in casa. «Sono riusciti solo a rovistare la mia camera da letto perché è arrivata la segnalazione sui nostri cellulari - prosegue Arianna - e mio papà è subito corso a vedere». In tempo per vederli in fuga. «Uno era in auto pronto a partire, un altro stava per entrare e il terzo stava scavalcando la ringhiera per raggiungerli». Arnaldo ha tentato di fermarlo e in quel momento è scattato lo scontro. «I due lo hanno afferrato e buttato a terra sul ghiaino. È atterrato con la schiena e si è fatto male. Ha passato la giornata in pronto soccorso per le botte, anche se da un lato poteva andare peggio».Soprattutto per il gesto del terzo complice in auto, che ha impugnato un cacciavite ed è sceso dal mezzo. «Papà aveva già dei problemi di salute che stava curando, adesso si sono aggiunti anche questi», conclude Arianna. I malviventi hanno lasciato a terra il 68enne. Sono saliti a bordo della Bmw e sono fuggiti a tutta velocità verso Sacile, dove è stato segnalato il passaggio del Suv.Le forze dell'ordine stanno passando al setaccio le telecamere proprio in queste ore per capire dove l'auto fosse diretta.Intanto la famiglia pensa a riprendersi. «All'appello manca solo un paio di orecchini di bigiotteria, non hanno portato via altro - conclude Arianna -. Resta però l'amarezza: anche se a distanza di anni, questo per noi è il secondo colpo che subiamo. Metteremo altre telecamere e un allarme per proteggerci».