SUSEGANA (TREVISO) Padre e figlio presi a sprangate mentre tentavano di fermare una banda di ladri in fuga. «Sono entrati nell’appartamento della nostra vicina che in quel momento si trovava in ospedale. Noi abbiamo cercato di bloccarli, ma loro prima ci hanno intimato di andarcene e poi ci hanno messo le mani addosso». A raccontare quegli attimi di terrore è proprio una delle vittime, Mattias Zanardo, 19enne che insieme alla sua famiglia ha dato l’allarme non appena si è accorta della presenza dei malviventi domenica sera nel condominio in via Casoni.
La banda, composta da tre professionisti dal volto coperto, è entrata in azione attorno alle 20.30, quando la famiglia Zanardo stava cenando nell’appartamento al piano terra. Sopra di loro, i tre hanno forzato la porta d’ingresso e con un fusibile a batteria hanno aperto la cassaforte, arraffando tutto quello che potevano, in particolare preziosi. Del loro passaggio nelle stanze, non hanno lasciato nessuna traccia: dotati di radioline e guanti, hanno fatto di tutto per non imprimere segni visibili. Ma ad un tratto, la famiglia ha avvertito dei rumori sospetti, soprattutto sapendo della vicina ricoverata. «Mia mamma è salita al piano di sopra e quando ha visto uno dei ladri in azione, ha sbattuto una mano sulla porta per intimargli di andarsene», ricorda Mattias. Ma la banda, di tutta risposta, le inveisce contro. «Vai via tu», le dicono senza paura. La mamma del giovane, però, non desiste e resta ferma davanti alla porta, di fatto bloccando il la via di fuga. «Potevano scappare da una finestra o dal terrazzo, ma ad attenderli di sotto c’eravamo io e mia sorella», continua il giovane. I tre si sono così lanciati dal terrazzo, atterrando sulla tenda. La sorella del 19enne, dal basso, tenta di spingerli via, anche quando le cadono accanto proprio a causa dei suoi colpi.






