HomePratoCronacaDogaia come una polveriera. “Sezioni sovraffollate al 120% e detenuti isolati per scabbia”Occhi puntati sul carcere pratese che ha già sistemato venti ristretti trasferiti da Firenze dopo il sequestro. Bindo (segretario Uilpa): “Nella media sicurezza i posti sono al limite”Una delle perquisizioni disposte dalla procura per stroncare il fenomeno dell’introduzione di telefoni e cellulari Foto AttalmiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrato, 21 giugno 2026 – Sovraffollamento delle celle, la sezione di media sicurezza che ’scoppia’, cimici e detenuti in isolamento con la scabbia, caldo, mancanza di acqua (soprattutto in estate), muffa, ristretti violenti e agenti costretti a fare turni di 12 ore appena succede qualcosa. Se il carcere di Sollicciano viene sequestrato dalla procura a causa delle “gravi” carenze strutturali e igienico sanitarie di alcune sezioni (fra l’altro il primo e unico provvedimento del genere in Italia), la Dogaia a Prato non se la passa meglio. L’allarme per le condizioni di vita all’interno della casa circondariale di Maliseti è arrivato più volte, non solo dai sindacati della polizia penitenziaria ma anche dalla Camera penale di Prato che di recente ha posto l’accento sulla ristrettezza delle celle in cui spesso ci stanno tre detenuti alla volta. E non per nulla proprio nei giorni scorsi un altro detenuto, un pachistano condannato in via definitiva per una violenza sessuale su minore, ha ottenuto dal tribunale di Sorveglianza uno sconto di pena di 199 giorni per le “condizioni disumane” in cui è stato costretto a vivere per oltre duemila giorni delle sua detenzione alla Dogaia, cominciata nel 2017 e con fine fissata nel dicembre 2027.