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22 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:46
Una perquisizione record contro praticamente l’intera popolazione del carcere La Dogaia di Prato, sempre più fuori controllo, è in corso dalla tarda notte. Il procuratore di Prato ha emesso un decreto di perquisizione e sequestro contro 564 detenuti (solo ventinove dei quali sono indagati). Gli interessati sono reclusi in tutti i reparti: Alta Sicurezza, Media Sicurezza, senza escludere i Semiliberi e le aree comuni. Questa misura straordinaria, spiega il procuratore Luca Tescaroli in un comunicato diffuso nella mattinata, è “resa necessaria dal peculiare fenomeno criminale pulviscolare che, pur concentrandosi prevalentemente nelle sezioni ottava, quinta, sesta e decima, irradia i propri effetti ad ampio raggio nella struttura carceraria”. La situazione descritta dal procuratore è quella di un’isola di illegalità dove sotto il cartello dello Stato dominano di fatto i detenuti più pericolosi e violenti: consegne di droga con i droni che entrano nella Dogaia tranquillamente, minacce ai detenuti con permesso di uscita per costringerli a fare da corrieri, talvolta ingerendo ovuli pieni di droga, pressioni per sfruttare ogni contatto con l’esterno, compresi i colloqui con i familiari, e poi telefonini e internet a go go per coordinare con la tecnologia le attività illegali dalla cella. I detenuti gestiscono i loro social dalla cella così da mostrare all’esterno chi comanda. Dentro e fuori, anche dopo la condanna. Dalla cella al web.








