Droga, cellulari e anche una recente rivolta contro gli agenti: la procura di Prato richiama ancora l'attenzione sull'escalation di illegalità nel carcere della Dogaia.
Secondo quanto riferiscono gli inquirenti, nonostante i ripetuti interventi repressivi messi in atto negli ultimi mesi - tra cui due maxi blitz con centinaia di agenti e militari impiegati - prosegue l'attività illecita sia all'interno sia all'esterno della casa circondariale della Dogaia.
L'episodio recente più grave risale al 28 febbraio quando in pieno giorno due giovani - un 20enne tunisino e un 19enne italiano - sono stati presi mentre lanciavano tre involucri con droga oltre il muro di cinta, in direzione del campo di calcio dove c'erano detenuti della sesta sezione. Quando la polizia penitenziaria è intervenuta per recuperare i plichi, si sono attivati circa 60 detenuti, in larga parte albanesi; si sarebbero coalizzati dando vita a una rivolta massiva, impedendo le perquisizioni e sovrastando numericamente il personale in servizio. Secondo la procura, l'episodio dimostrerebbe la capacità di alcuni gruppi di detenuti di condizionare la vita nel carcere, anche a fronte di una significativa carenza di organico tra gli agenti. Le successive perquisizioni nelle abitazioni dei due giovani hanno portato al sequestro, a casa del ventenne tunisino, di oltre 288 grammi complessivi di hashish, un bilancino e materiale per il confezionamento. Nell'abitazione del 19enne, in provincia di Firenze, sono stati trovati ulteriori 36 grammi circa di cannabinoidi. Il tunisino è stato arrestato e si trova ai domiciliari.







