Cesena, 20 giugno 2026 – Eccoci a San Giovanni che – detto popolare - svela gli inganni. Come nel caso delle presunte streghe in azione nella notte ‘magica’ di San Giovanni, secondo credenze superstiziose per i creduloni d’ogni tempo. Noi vi proponiamo, invece, storie veritiere e inaspettate fuor dai luoghi comuni prevalenti nei social boccaloni o nel basso marketing da bancarella. Con sorprendenti riferimenti locali, come state per leggere.

Streghe: basta la parola? Per niente. Strega deriva dal latino ‘strix’ che significa civetta, rapace notturno. Infatti, anche oggi, gli strigidi non sono gli stregoni ma il nome scientifico della famiglia dei rapaci notturni, signori alati della notte. Ad esempio: non solo la civetta e il suo lugubre richiamo (‘dentro ai cipressi, in mezzo alla brughiera/ una stridula risata di fattucchiera’, Giovanni Pascoli); anche il simpatico barbagianni ha un verso che sembra un ghigno e soprattutto un volo ondulato decisamente ‘a fantasma’ per via del suo piumaggio bianco nello scuro della notte.

Il borgo di Strigara

Fu proprio la caratteristica d’una particolare presenza di strigidi, nell’antichità, a dare sulle nostre colline il curioso nome di Strigara al borgo situato nei pressi di Sogliano. Se Strigara fosse stata davvero borgo prediletto dalle streghe con scope e caproni volanti, oggi sarebbe attrazione internazionale e farebbe grandi affari.