Arezzo, 16 giugno 2026 – San Giovanni Valdarno celebra il suo Patrono: quattro giorni di eventi tra tradizione, musica e storia. Dal 20 al 24 giugno un programma diffuso che unisce cultura, spettacolo e identità cittadina. Torna l’incoronazione del Marzocco e la Festa della Musica entra nel calendario dei festeggiamenti. San Giovanni Valdarno si prepara a celebrare il suo Santo Patrono, San Giovanni Battista, con un programma particolarmente ricco e articolato che, per la prima volta, si svilupperà nell’arco di quattro giornate, da sabato 20 a mercoledì 24 giugno. Un calendario di appuntamenti che intreccia tradizione, arte, musica, storia e partecipazione, coinvolgendo luoghi simbolici della città e offrendo occasioni di incontro per cittadini e visitatori di tutte le età.

La principale novità dell’edizione 2026 è proprio l’estensione dei festeggiamenti, che accompagneranno la comunità fino al giorno dedicato al Patrono con una proposta culturale diffusa. A caratterizzare il programma sarà inoltre il dialogo con la Festa della Musica, che si intreccia alle celebrazioni attraverso appuntamenti contrassegnati dal prestigioso riconoscimento nazionale. Le iniziative in programma, organizzate anche con il contributo di Unicoop Firenze, sono state presentate durante la conferenza stampa di questa mattina alla quale hanno partecipato il sindaco Valentina Vadi, l’assessore alla cultura Fabio Franchi, l’assessore al commercio e attività produttive Massimo Pellegrini, Claudio Calamandrei per la Pro Loco di San Giovanni Valdarno, Don Luigi Torniai, rettore della Basilica di Santa Maria delle Grazie, Andrea Turini, direttore artistico dell’Accademia musicale valdarnese, Michele Martini, direttrice del Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie, Antonella Morali per l’associazione Liberarte, Stefania Ducci presidente del Concerto comunale. Presente anche Luciano Mori che ha realizzato la corona in ferro per il Marzocco. Alla realizzazione del ricco cartellone, hanno collaborato anche il Concerto comunale, la Fondazione Muse e Alessandro Gambassi che ha curato una preziosa ricerca storica e bibliografica.