Michelangelo e Rodin. Due nomi monumentali e potenti che si ergono come monoliti sulla storia dell’arte occidentale. Il primo, genio del Rinascimento; il secondo, precursore della modernità. Due giganti della scultura che, a quattro secoli di distanza l’uno dall’altro, hanno inteso l’espressione artistica all’unisono, intorno a temi fondamentali come la materia, il corpo, la natura, il rapporto con le fonti antiche. Entrambi, al loro tempo, hanno rivoluzionato il canone, creando uno stile nuovo che ha cambiato radicalmente il modo di praticare la scultura.

A questo stimolante confronto a distanza, il museo del Louvre dedica la grande mostra Michel-Ange Rodin Corps vivants, aperta fino al 20 luglio, curata da Chloé Ariot, conservatrice al musée Rodin, e Marc Bormand, conservatore generale al dipartimento delle sculture del Louvre (catalogo Musée du Louvre / Gallimard).

Michelangelo Buonarroti, “Lo Schiavo morente”, part., Parigi, Musée du Louvre

Nonostante la ridotta presenza dei marmi michelangioleschi, difficilmente trasportabili per ragioni di conservazione, la mostra può contare su una raffinata e originale selezione di circa duecento opere tra marmi, bronzi, gessi, terrecotte, calchi, e una ricchissima produzione grafica dei due maestri, oltre a una serie di opere manieriste di Vincenzo Danti, Pierino da Vinci, Vincenzo de’ Rossi.