di
Roberto Gressi
Da Orsini a Montanari fino ai politici, anni di categoriche profezie militari
L’Ucraina, senza più il sostegno di Trump, ma anche senza il braccio legato dietro alla schiena da Biden, porta i droni della sua difesa fin dentro Mosca. Dopo oltre quattro anni resiste e contrattacca. Putin, il suprematista bianco che somma su di sé il peggio dell’imperialismo zarista e di quello sovietico, annaspa. Tanti eroi, da Anna Politkovskaja ad Alexej Navalnyj, si sono sacrificati perché sia sconfitto del tutto. Ma un perdente c’è già: è il Novecento, e l’idea che popoli liberi possano essere schiacciati sotto il tallone del più forte, nel silenzio della comunità internazionale. Ma quanti, in Italia, non ci credevano e non ci credono ancora?
Matteo Salvini è quello della prima ora, con tanto di medaglietta appuntata al petto dalla portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova: «Se Hitler e Napoleone non sono riusciti a mettere in ginocchio la Russia, è improbabile che Macron, Starmer e Merz abbiano successo». Frase dalla quale è facile evincere che è stata Kiev a invadere Mosca.








