«La storia siamo noi» di Francesco de Gregori apre il racconto. Poi partono le note di «Io sono ancora qua» di Vasco Rossi. Canzoni azzeccate. Le nozze d’oro di Clemente Mastella con la politica sono un mix tra amarcord, presente e futuro. Ci sono i 50 anni trascorsi da quell’elezione del 20 giugno 1976. «Non mi sarei dovuto candidare a causa dei problemi di salute di mio figlio Pellegrino (oggi consigliere regionale, ndr).

Poi tutto si risolse. La telefonata di Ciriaco De Mita che mi annunciava che i 64mila voti ottenuti erano sufficienti fu probabilmente il momento più bello. Come tutte le prime notti», dice Mastella ai cronisti appena arrivato al teatro romano. Alla spicciolata arrivano anche gli altri ospiti. «Il segreto di Clemente? L’umanità, il rapporto con la gente», rispondono praticamente all’unisono il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il senatore Pier Ferdinando Casini. E in effetti la presenza di tanti concittadini beneventani al teatro romano, insieme a vip ed esponenti politici, ne è la dimostrazione. Ma la serata di festa di Mastella è anche una nuova occasione per ribadire la necessità di un centro nel centrosinistra. Questo il tema politico dall'appuntamento. E la mission futura del sindaco di Benevento. Che ha dimostrato plasticamente di essere ancora protagonista della scena politica. I 50 anni in politica di Clemente Mastella, il dono di Lello Esposito: una scultura fatta a mano di San GennaroIl futuro D’altronde, come dicono lo scrittore Maurizio de Giovanni e l’amico e imprenditore Diego Della Valle «celebriamo solo i primi cinquant’anni di politica di Mastella. Aspettiamo le prossime pagine». Da Casini arriva un appello sulla legge elettorale: «Spero che rimettano le preferenze perché bisogna restituire agli italiani lo scettro, la possibilità di scegliere i propri parlamentari». «Vediamo che succede in questo centrosinistra. Se si va avanti solo come sinistra si muore», dice Mastella ai cronisti che lo interrogano sul futuro del campo largo. Come se lo avesse ascoltato, più tardi sul palco, Piantedosi invita Mastella nel centrodestra: «Non capisco cosa ci faccia dall’altra parte», dice con una battuta. Sul palco c’è il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Nei giorni scorsi Mastella lo aveva indicato come possibile federatore dei riformisti. Marco Demarco, che modera l'evento, pungola Casini sul tema: «Non sono esperto del ramo. Fate questa domanda a Manfredi. Non voglio proporre nessuno. Come Mastella cito lui perché ne ho stima. È una persona con i fiocchi, il Paese ha bisogno di persone come lui», dice l'ex presidente della Camera. Il presidente dell’Anci ci scherza su ma ribadisce: «Clemente mi vuole bene, ma non è il mio compito. Corriamo il rischio di avere più federatori che elettori». Poi più seriamente Manfredi spiega: «Bisogna creare una rappresentanza politica del centro, del mondo riformista e cattolico che rappresenti un Paese che è fatto anche di collaborazione e non solo di avversari». Il sindaco di Napoli negli ultimi tempi ha accompagnato da vicino il percorso di «Progetto civico» di Alessandro Onorato. L’assessore romano ieri ha mandato un messaggio a un altro appuntamento politico riformista, la scuola di politica di Avanti Psi: «Insieme dobbiamo scrivere pagine importanti per l’Italia». «Le nostre storie devono continuare a camminare insieme», aggiunge il segretario di +Europa Riccardo Magi. «Pronti a organizzare area riformista con loro», spiega il segretario socialista Enzo Maraio. Insomma, in attesa delle mosse di Matteo Renzi, l’area centrista si muove per costruire la quarta gamba del campo largo. E la Campania è protagonista di questo attivismo riformista. Da Napoli con Manfredi a Salerno con Maraio, assessore regionale al Turismo con Roberto Fico, fino a Benevento. Da dove Mastella ribadisce: «Io sono ancora qua». La giornata E torniamo al teatro romano. Prima e dopo la parentesi sull’attualità politica, che chi conosce Mastella sa che è quella che lo ha divertito di più, c’è stato l’omaggio ai 50 anni di politica di Clemente. «L’umanità viene prima della politica», dice d’altronde Casini. Che nella parte iniziale della serata, sollecitato delle domande di Gigi Marzullo, si commuove parlando del rapporto di amicizia col sindaco di Benevento. Seduta accanto ai figli sugli spalti del teatro c’è Sandra Lonardo che con Mastella le nozze d’oro le ha festeggiate poco meno di un anno fa. Un grande applauso arriva anche all’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino. In platea anche il direttore del Mattino Vincenzo Di Vincenzo, l’ex presidente Bnl Luigi Abete e, tra gli altri, l’artista Lello Esposito - che ha donato uno speciale San Gennaro al sindaco di Benevento - e il rettore della Federico II Matteo Lorito. E tanti, tantissimi cittadini. Molti videomessaggi di esponenti politici, giornalisti e vip. «Si sente una grande mancanza della Democrazia cristiana», dice in uno di questi, Luca Cordero di Montezemolo. La platea fa uno degli applausi più forti della serata. C'è grande voglia di centro a Benevento.