Marquez denuncia le condizioni ambientali estreme prima della partenza della Sprint del GP in Repubblica Ceca. “Odio quel momento”. Crutchlow spiega perché non c’è un protocollo come in F1.
Cul Crutchlow costretto a ricorrere alla borsa di ghiaccio per il caldo insopportabile in griglia a Brno.
"È una delle cose che odio di più". Marc Marquez è salito sul podio della Sprint di Brno (terzo posto alle spalle di Bagnaia e Ogura, che partirà dalla pole nel GP) ma la riflessione che colpisce di più non è riferita alla gara. Senza troppi di giri di parole fa riferimento a una MotoGP che, con 55-57 gradi rilevati sull'asfalto prima della partenza e oltre venti minuti d'attesa in griglia, continua a non avere un protocollo specifico contro il caldo estremo. Un vuoto normativo che i piloti lasciati a cuocere in griglia, con tutto quel che ne consegue quanto a rischi per la salute e la sicurezza, chiedono di colmare. Come? Seguendo l'esempio della F1 che ha introdotto modifiche
La contestazione è verso un sistema che costringe i protagonisti diretti a restare in griglia per oltre 20 minuti sotto il sole per esigenze televisive e di spettacolo. Ad allargare il tema della discussione è Crutchlow che tocca un altro aspetto altrettanto importante, ovvero l'impossibilità da parte dei piloti di far valere le proprie istanze perché poco uniti: in Formula 1 esiste la GPDA (Grand Prix Driver's Association), in MotoGP non c'è una struttura capace di negoziare con Dorna e FIM. In buona sostanza, se anche uno solo decide di correre, gli altri non possono fare altro che seguirlo per non perdere vantaggi sportivi o economici né ricevere obiezioni da sponsor e partner commerciali. "I piloti non vogliono che il loro produttore dica loro: Non hai partecipato a quella gara, allora non verrai pagato". E proprio la mancanza di compattezza tra gli stessi centauri non favorisce nemmeno la composizione di un sindacato che darebbe maggior peso ad alcune istanze. Marquez e il caldo infernale a Brno: "Cerco solo di restare calmo e risparmiare energie" Nelle interviste dopo la Sprint il pilota della Ducati ha dichiarato di essersi sentito esausto a causa della lunga procedura di partenza che, abbinata alla condizioni meteo, s'è trasformata in una situazione di grande sofferenza. Sul circuito della Repubblica Ceca la temperatura percepita nell'aria ha portato la colonnina di mercurio fino a 33 gradi e oltre ma è quella sul tracciato che è stata devastante: è salita fino a 57° poco prima del via. E il fatto stesso che i piloti non possano beneficiare di chissà quale protezioni (che non sia un ombrellino che smorza i raggi del sole) ha reso tutto al limite della sopportazione.











