VITTORIO VENETO (TREVISO) - Prima donna della Cisl ad assumere, in Italia, l’incarico di responsabile territoriale e tra i fondatori del sindacato “bianco” di Treviso. Ma anche staffetta partigiana, amica e collaboratrice della ministra Tina Anselmi e per trent’anni consigliera comunale nella sua Vittorio Veneto. È in lutto la Cisl per la morte di Francesca Meneghin, spentasi nella notte tra venerdì e sabato alla soglia dei 99 anni. «Ci lascia una grande donna, una grande sindacalista, una grande lottatrice per la democrazia e i diritti di lavoratrici, lavoratori, donne e uomini liberi – afferma Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto - La sua storia, le sue gesta, il suo impegno per la libertà resteranno per sempre stagliati nella memoria e nella storia del sindacalismo riformista e delle lotte di liberazione delle terre venete».

L’IMPEGNO Francesca Meneghin nella sua vita ha testimoniato l’impegno politico e sindacale cattolico per la difesa dei diritti dei lavoratori, in particolare quelli del settore tessile, lei che a soli 11 anni aveva iniziato a lavorare in bacologia. Durante il fascismo, che le uccide tre cugini, porta i messaggi della Resistenza vittoriese per le case. Nel 1947 è nella corrente sindacale cristiana della Cgil e quindi fondatrice della Cisl di Treviso nel 1950. Nel 1957 è la prima donna della Cisl ad assumere l’incarico di responsabile territoriale, a Vittorio Veneto.Una vita dedicata alla lotta contro la discriminazione femminile e alla parità salariale in ambito lavorativo. Nella Cisl Veneto era conosciuta come “La ragazza della bandiera”, titolo anche del libro che le era stato dedicato pochi anni fa, perché Giulio Pastore, primo segretario generale della Cisl, le aveva affidato negli anni ‘50 il compito di custodire e portare la bandiera nelle manifestazioni ufficiali. «Francesca era una di quelle persone che portano tutto intero dentro di sé la memoria della guerra, il lavoro da bambina, la Resistenza, la fede, la passione civile e ne fanno qualcosa di grande. Non una carriera, ma una vita coerente. Che è molto più raro e molto più difficile», dice la segretaria nazionale Daniela Fumarola. Si è spenta a pochi giorni dal 50° anniversario della prima donna ministro della Repubblica, Tina Anselmi, con cui collaborò assiduamente: in particolare l’impegno delle due portò al riconoscimento della silicosi e della asbestosi come malattie professionali dei minatori.Cordoglio anche dall’ex ministro Rosy Bindi: «Ho potuto conoscere e stimare profondamente la sua fede autentica, la sua passione civile, il suo impegno instancabile e totalmente disinteressato per i diritti dei lavoratori, degli umili e dei poveri. Fino all'ultimo, ha amato intensamente la comunità ecclesiale e civile, nel segno del vero bene comune. Mi inchino alla sua straordinaria ed esemplare lezione di vita, che andrà custodita per il presente e il futuro».