Roma, 20 giu. (askanews) – L’Unione europea sta cominciando ad assomigliare pericolosamente all’Oceania del celeberrimo ‘1984’ di George Orwell, almeno per quanto riguarda un aspetto: la ‘Neolingua’ (‘newspeak’, nel testo inglese originale).
La ‘Neolingua’, nel romanzo distopico di Orwell, era la manipolazione della lingua quotidiana, con l’abolizione o il cambiamento di significato di tutte quelle parole che rappresentavano un rischio potenziale di pensiero critico autonomo da parte della popolazione, nei confronti del potere dittatoriale di Oceania. Nel mondo di ‘1984’, solo pensare la ribellione era uno ‘psicoreato’.
Come spiegava lo stesso Orwell, la parola ‘libero’, ad esempio, non poteva più essere usata nel suo senso originale di autonomia intellettuale e di giudizio, mancanza di censura, libertà politica, concetti che non esistevano più, ma poteva essere usata solo in affermazioni come ‘questo cane è libero dai pidocchi’ o ‘questo campo è libero dalle erbacce’. E lo slogan ufficiale del Partito unico di Oceania al potere era: ‘La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza’.
Fortunatamente, siamo molto lontani da una situazione simile nell’Europa di oggi. Ma ci sono dei segnali allarmanti. Il 17 giugno 2026, il Parlamento europeo ha votato e approvato a larga maggioranza due testi legislativi che probabilmente Orwell avrebbe usato come ulteriori esempi di ‘Neolingua’: il ‘Regolamento Rimpatri’ e il regolamento sulle ‘Nuove tecniche genomiche’ (Ngt).







