Una pistola clandestina accuratamente sepolta in giardino e l’ombra ingombrante dell’ultimo grande capo di Cosa Nostra. Francesco Burrafato, 84 anni, è stato arrestato nella sua abitazione di Erice dai Carabinieri del ROS. L’ipotesi di reato formalmente contestata è la detenzione di un’arma con matricola abrasa; a rendere il quadro più grave è però il contesto investigativo: secondo gli inquirenti, l’uomo sarebbe uno dei finanziatori occulti della latitanza di Matteo Messina Denaro.

Il gip del tribunale di Trapani, Cristina Carrara, ha convalidato l’arresto e disposto per l’indagato la misura degli arresti domiciliari. La perquisizione risale a venerdì scorso, quando il personale del ROS dei carabinieri si è presentato a casa sua per dare esecuzione a un decreto della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo.

Decisivo l’intervento dei Vigili del Fuoco con un escavatore: a pochi centimetri di profondità, sotto una piastrella nel giardino, è stato rinvenuto un tubo di plastica arancione.

All’interno, celata in una boccia di vetro avvolta in un sacchetto, una pistola calibro 38 Special marca Taurus Brazil, con matricola abrasa, in ottimo stato di conservazione e corredata da dodici proiettili.