Un medico «discreto» a servizio della famiglia del boss Matteo Messina Denaro. Ma non solo, anche un «bancomat occulto» che avrebbe favorito nel tempo lo stragista. Potrebbe essere questa la chiave di lettura dell’attenzione rivolta all’ex chirurgo, primario dell’ospedale di Castelvetrano, Francesco Burrafato, da parte dei magistrati di Palermo che indagano sulla rete di fiancheggiatori del latitante.È la fine di gennaio del ’96 i carabinieri eseguono un'operazione per la cattura di Francesco Messina Denaro, del figlio Matteo e Vincenzo Panicola, marito di Patrizia. In uno dei pizzini rinvenuti nel corso delle indagini compare un alias «Parmigiano». Il pizzino del ’96 è di Salvatore Messina Denaro, che due anni dopo verrà arrestato e poi condannato come esponente del mandamento di Castelvetrano. Salvatore scriveva al fratello latitante: «Ti mando una borsa di Parmigiano, non so cosa c’è dentro».