«Il mio amore per il nuoto mi aiuta a salvare i nostri bambini. Cosa può esserci di più gratificante?». Amina lavora come bagnina a Cox’s Bazar, nel sud-est del Bangladesh, che ospita una delle più grandi crisi di rifugiati al mondo: 1.133.981 Rohingya, secondo i dati di Unhcr. Il Bangladesh ospita il 73 per cento dei richiedenti asilo provenienti dal Myanmar. Gli altri si trovano in Malesia (12,3%), Thailandia (8,4%), India (5,4%) e Indonesia (0,2%).

E Cox’s Bazar è considerato il più grande insediamento di rifugiati al mondo, con 33 campi così sovraffollati che gli incendi rappresentano uno dei rischi più critici: per la concentrazione di rifugi temporanei, con passaggi molto stretti, l’uso di bombole Gpl per cucinare, le infrastrutture estremamente vulnerabili. Nel gennaio 2025 nell’insediamento è scoppiato un grave incendio, che ha distrutto oltre trenta rifugi e un bambino ha perso la vita. Tutto ciò in un’area già soggetta a disastri climatici: la comunità è esposta ad alluvioni, cicloni, frane, che la crisi climatica sta amplificando e rendendo più frequenti.

Foto Fabeha Monir/ActionAid

È qui che Amina, oltre a garantire la sicurezza dei bambini e delle bambine che giocano nel lago vicino all’insediamento, ha ricevuto una formazione sulla preparazione ai cicloni, sulla risposta alle alluvioni, sulla sicurezza antincendio e in acqua e sul primo soccorso. Oggi formare altre donne che vivono nel campo è il suo lavoro.