ROMA – Una frana provocata dalle piogge monsoniche ha causato la morte di sette studenti e un insegnante in una scuola nei campi profughi dei Rohingya, in Bangladesh, mentre altri bambini sono stati estratti dalle macerie nel secondo incidente mortale di questa settimana. Lo ha reso noto Save the Children. La frana è avvenuta dopo che almeno otto persone – tra cui cinque bambini – erano morte il 6 luglio scorso a causa di inondazioni e frane a Cox’s Bazar, il più grande insediamento di rifugiati al mondo, che ospita oltre un milione di rifugiati rohingya, per lo più donne e bambini.

I rifugiati rohingya vivono per lo più in baracche di bambù e teli di plastica. Diversi centri didattici di Save the Children sono stati danneggiati dalle forti piogge e dagli allagamenti improvvisi, costringendoli alla chiusura temporanea. Anche le abitazioni, le fonti di acqua potabile e i servizi igienici hanno subito danni. I rifugiati rohingya vivono per lo più in baracche di bambù e teli di plastica accostate a colline ripide e brulle e le forti piogge hanno ulteriormente peggiorato le loro già precarie condizioni di vita. A questo si aggiunge un generale peggioramento della situazione nei campi, causato dai tagli agli aiuti umanitari nel 2025 e dalla riduzione dei finanziamenti da parte dei donatori internazionali per una crisi che si protrae ormai da anni.