Genova – Il pronto soccorso ancora al centro di un episodio di violenza. Questa volta a farne le spese è stato il personale del Galliera. La notte scorsa un uomo sulla trentina, privo di documenti, ha aggredito a calci e pugni due infermieri. È' intervenuta una guardia giurata per difenderli ed è stato prima spintonato e preso a pugni. Per fortuna le tre persone hanno riportato ferite lievi. Solo grazie all'intervento degli agenti di una volante della polizia, l'uomo è stato fermato e portato in questura. Si ripropone il problema della sicurezza nei centri di emergenza, tra l'altro il pronto soccorso del Galliera è ad alto rischio per la vicinanza al centro storico. I medici sono preoccupati e chiedono aiuto alle forze dell'ordine. L'ex primario Paolo Cremonesi denuncia: "I colleghi non si sentono sicuri, soprattutto di notte ma non solo. C'è bisogno della presenza della polizia giorno e notte". Il personale chiede anche che la Regione, a partire dall'assessore alla Sanità, Massimo Nicolò, prenda posizione. "Prima che succedano fatti ancora più gravi. Questa volta è andata bene". L’assessore Nicolò: “Chiederemo un presidio dell’esercito davanti ai pronto soccorso” "L'ennesima aggressione avvenuta questa notte al Pronto Soccorso del Galliera di Genova è un fatto gravissimo e intollerabile. Sono stato in ospedale per esprimere la mia piena solidarietà all'infermiera colpita, agli operatori sanitari coinvolti e alla guardia giurata aggredita, ma anche per verificare direttamente quanto accaduto e confrontarmi con il personale". Così l'assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, commenta l'aggressione al personale sanitario avvenuta nella notte al Galliera. " Quanto successo non può più essere considerato un episodio isolato o una tragica conseguenza delle tensioni che si registrano nei Pronto Soccorso - prosegue la nota -: siamo di fronte a una vera e propria emergenza nazionale che richiede risposte immediate e straordinarie. Chi aggredisce un medico, un infermiere, un operatore sociosanitario o un addetto alla sicurezza colpisce lo Stato e un servizio essenziale per la collettività. Nessuno deve pensare di poter entrare in un ospedale e usare violenza senza conseguenze certe e immediate. Le strutture sanitarie devono tornare a essere luoghi sicuri per chi vi si rivolge per ricevere cure e per chi, ogni giorno, vi lavora con professionalità e dedizione". "Di fronte a un fenomeno che interessa ormai l'intero Paese e che continua a registrare episodi sempre più gravi e frequenti - prosegue Nicolò - ritengo necessario un deciso cambio di passo nelle misure di prevenzione e sicurezza. Per questo Regione Liguria chiederà al Governo e al ministero dell'Interno l'attivazione di presidi straordinari dell'Esercito all'esterno dei principali Pronto Soccorso della nostra regione, sul modello di quanto già avviene per altri obiettivi sensibili - conclude la nota -. Si tratta di una proposta concreta, che nasce dall'esigenza di garantire un forte deterrente contro episodi di violenza ormai non più tollerabili. Parallelamente continueremo a rafforzare i sistemi di vigilanza, le dotazioni di sicurezza e il coordinamento con le Forze dell'Ordine. La tutela di chi cura - conclude - è una priorità assoluta".