di
Fabio Savelli
Il confronto tra stipendi e costi abitativi ribalta la lettura tradizionale delle disuguaglianze. In confronto il reddito residuo può ridursi fino a zero
Il divario economico tra i lavoratori europei non si misura più soltanto negli stipendi, ma soprattutto nel reddito disponibile dopo il pagamento dell’affitto. È questo il quadro che emerge incrociando i dati del rapporto Ocse «Taxing Wages 2026» con le stime sui costi abitativi nelle principali città europee. In questo confronto, l’Italia risulta tra i Paesi con il margine più ridotto di reddito residuo nelle aree urbane, nonostante livelli salariali inferiori rispetto all’Europa. Ciò è evidente in particolare a Milano.
Pressione fiscale sopra la media OcseSecondo l’Ocse, il cuneo fiscale sul lavoro per un lavoratore single con salario medio in Italia è pari al 45,8%, contro una media del 35,1%. Il dato colloca l’Italia tra i Paesi con maggiore tassazione sul lavoro in Europa, dietro a Belgio (52,5%), Germania (49,3%) e Francia (47,2%). Il livello elevato di imposizione si traduce in una compressione del salario netto disponibile, che resta strutturalmente inferiore rispetto a diverse economie comparabili.












