Poco più di un terzo dello stipendio da destinare al pagamento dell’affitto. È la percentuale (35%) che si paga in media in Italia per avere una casa, di poco superiore alla soglia considerata critica (30%). Eppure, in quasi tutte le città metropolitane (dieci su quattordici) il rapporto va oltre la media, arrivando fino ai casi di Milano e Roma.

È ciò che emerge dal nuovo documento della Direzione strategie settoriali e Impatto di Cassa Depositi e Prestiti, focalizzato sui territori che necessitano di service housing in Italia, cioè l’offerta ai lavoratori di alloggi a prezzi inferiori ai livelli di mercato.

La pressione abitativa

Tra i fattori analizzati nel rapporto, c’è l’incidenza del costo degli affitti sulle retribuzioni, il cosiddetto housing affordability index (Hai), data dal rapporto tra i canoni d’affitto medi mensili e le retribuzioni medie nette. Più alto è il valore del rapporto, maggiore è la pressione abitativa nella provincia di riferimento.

In particolare, le retribuzioni medie provinciali (che comprendono tredici mensilità) si riferiscono ai dipendenti del settore privato non agricolo, esclusi i dirigenti. Mentre, per i canoni d’affitto, si fa riferimento al costo mensile di un appartamento di 60 metri quadri nei capoluoghi di provincia.