Una sfida tra prezzi e redditi. Il mercato immobiliare delle grandi città in Italia attraversa una fase di tensione: l’aumento dei prezzi delle abitazioni e la risalita dei tassi di interesse - seppur più bassi rispetto al recente passato - continuano a comprimere il potere d’acquisto delle famiglie. La capacità di accedere a una casa di proprietà o in affitto è diventata una variabile strettamente dipendente dalla composizione del reddito familiare e dalla geografia locale, con un divario sempre più netto tra le metropoli del Nord e i centri del Sud.

Il “privilegio” del doppio stipendio

In questo contesto, la disponibilità di un secondo reddito da lavoro dipendente diventa l’elemento discriminante tra la possibilità di abitare in un centro metropolitano e l’esclusione da questo mercato. Nell’ambito delle compravendite, il divario tra le diverse realtà urbane è netto. Stando all’ultimo Market Monitor 2025 di Immobiliare.it Insight, le città che garantiscono maggiore serenità agli acquirenti sono Reggio Calabria, Messina e Genova, dove una famiglia bi-reddito può accedere rispettivamente all’87,7%, all’85,2% e al 77,7% dell’offerta immobiliare. Al contrario, Firenze si conferma la città più proibitiva con appena il 16,4% di mercato accessibile per le coppie, seguita da Milano e Venezia che presentano criticità evidenti, con quote per i bi-reddito che non superano il 39,1% e il 37,4 per cento.