Tra voli intercontinentali, distanze record e 48 squadre: l’espansione del torneo trasforma il calcio Mondiale in un evento ad altissimo impatto climatico. Questi Mondiali di calcio rischiano di diventare i più inquinanti della storia. Secondo una valutazione della piattaforma globale di contabilità del carbonio Greenly, l’impatto climatico del torneo sarà più che doppio rispetto a quello di Qatar 2022, con emissioni stimate fino a 7,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Una cifra che solleva forti preoccupazioni tra esperti e attivisti, soprattutto per l’enorme quantità di spostamenti aerei previsti tra Nord America e le 16 città ospitanti. EMISSIONI RECORD DEL TORNEO “CONTINENTALE” L’edizione allargata a 48 squadre si sta svolgendo in 3 Paesi e su un territorio vastissimo, con città distanti migliaia di chilometri. La distanza complessiva tra le sedi rende inevitabile un aumento significativo degli spostamenti, soprattutto via aereo, considerati la principale fonte di emissioni del torneo. Secondo le stime, l’impatto complessivo potrebbe raggiungere le 7,8 milioni di tonnellate di CO₂, un valore equivalente alle emissioni annuali di circa 1,7 milioni di automobili o a quelle di un intero Paese come la Sierra Leone. IL PESO DEGLI SPOSTAMENTI: L’87% DELLE EMISSIONI La maggior parte dell’impatto ambientale non deriva dagli stadi, ma dai trasporti. Circa l’87% delle emissioni totali sarebbe legato agli spostamenti di squadre, tifosi e media, costretti a muoversi su lunghe distanze attraverso il continente. L’estensione geografica del torneo, che si sviluppa per circa 4.500 chilometri da Vancouver a Miami, rappresenta uno dei principali fattori di impatto. In confronto, il Mondiale in Qatar, pur criticato per la costruzione di nuovi stadi, aveva una struttura molto più compatta. Le emissioni del torneo qatariota erano state stimate in circa 3,8 milioni di tonnellate di CO₂: meno della metà rispetto alle previsioni per questa edizione. QUANTO “PESANO” DAVVERO 7,8 TONNELLATE DI CO₂ Come calcola Fanpage, per rendere più chiaro l’impatto ambientale stimato per i Mondiali 2026, si tratta di una quantità di emissioni prodotta in sole quattro settimane che equivale a scenari di portata enorme: è come sommare le emissioni di tutte le automobili delle principali città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo) concentrate in un solo mese; oppure come compiere oltre 300.000 giri completi della Terra in aereo. O ancora, come mantenere in funzione contemporaneamente e senza sosta tutti i grandi elettrodomestici della popolazione della Lombardia. A queste immagini si aggiunge l’idea di migliaia di jet privati in volo continuo tra Europa e Stati Uniti per un intero anno, oppure quella di una massa di CO₂ così grande da formare un “tappeto” di gas capace di coprire l’intero territorio italiano con uno strato spesso diversi metri. Per compensare una simile quantità di emissioni servirebbero circa 400 milioni di alberi, mentre, se fosse visibile come una nube, questa potrebbe teoricamente avvolgere il Nord America per giorni interi, rendendo immediatamente evidente la scala eccezionale dell’impatto climatico associato all’evento. LE PROMESSE DELLA FIFA E LE CRITICHE DEGLI ESPERTI Dal canto suo, la FIFA aveva ribadito il proprio impegno ambientale, dichiarando di voler ridurre le emissioni e promuovere iniziative sostenibili, come l’uso di stadi esistenti, il trasporto pubblico e la riduzione dei generatori diesel. Tuttavia, l’organizzazione non ha fissato un obiettivo specifico di emissioni per i Mondiali. Al vertice COP26, la federazione aveva promesso di dimezzare le emissioni entro il 2030 e raggiungere lo zero netto entro il 2040, ma gli esperti sottolineano che l’attuale struttura del torneo rende difficile rispettare questi obiettivi senza cambiamenti radicali.
Perché sono i Mondiali di calcio più inquinanti di sempre - Policy Maker
Voli intercontinentali, distanze record e 48 squadre: l’espansione del torneo trasforma il Mondiale in un evento ad alto impatto ambientale












