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Emergono nuovi elementi dalle indagini sulla scomparsa di Sarah e Alisya, le sorelline di 12 e 16 anni allontanatesi da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia de L’Aquila, nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Secondo quanto apprende La Presse da fonti qualificate, una commerciante del posto avrebbe riferito agli investigatori di aver notato, nella giornata del 17 maggio, due persone che “si aggiravano con fare sospetto tra le vie del paese”. Nella dichiarazione spontanea resa ai carabinieri, la donna avrebbe sottolineato entrambi “erano molto nervosi”, scrive La Presse, e alla richiesta di spiegazioni sulla loro presenza in zona avrebbero risposto che stavano ispezionando il territorio. La testimonianza, ora al vaglio dei militari dell’Arma, è ritenuta di interesse investigativo.
“Tre auto nei video di quella notte”
Nei giorni scorsi era trapelata l’indiscrezione secondo cui le telecamere di videosorveglianza cittadina avrebbero registrato il transito di alcune auto nel vicino comune di Alfedena tra le ore 20 del 6 giugno e le 8 del mattino successivo. In un’intervista al Corriere della Sera, il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha precisato che i veicoli attenzionati sono tre - e non trecento, come era stato erroneamente riportato dai media in precedenza - ma, per ragioni di scarsa luminosità e qualità delle immagini, le targhe non sono visibili e, dunque, non è possibile risalire ai proprietari delle vetture. Per quanto riguarda il mistero dei tre presunti cellulari eventualmente in uso alle due ragazzine, D’Angelo ha chiarito che “gli unici telefoni sono quelli che erano a casa della mamma”.












