Le carte d’identità cartacee (Cic) saranno valide fino alla scadenza naturale «per determinate finalità e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi». La stretta prevista per il 3 agosto 2026, data inizialmente indicata come termine ultimo per il superamento definitivo del formato cartaceo, è stata prorogata con un provvedimento inserito nello schema di decreto legge sullo sport. A stabilirlo è stato il Consiglio dei Ministri, che si è riunito il 16 giugno sotto la presidenza del vice-premier Antonio Tajani. La misura non riguarda però l’espatrio, per cui dal 3 agosto sarà comunque necessario essere dotati di carta di identità digitale (Cie).

Le norme sull’espatrio

Per lasciare il Paese resterà necessaria la Cie sulla base del Regolamento Ue approvato nel giugno del 2025. L’obbligo esclude però i documenti provvisori validi fino a sei mesi, che quindi permetteranno di continuare a viaggiare oltreconfine.

L’obiettivo della decisione del Governo di prorogare la validità delle Cic fino alla scadenza naturale - a meno che questa non superi il 31 gennaio 2027, nuova data di stop generalizzato al vecchio formato - è risparmiare ai cittadini disagi eccessivi e ridurre la pressione sugli uffici anagrafici impegnati nel rilascio delle carte d’identità elettroniche, garantendo la continuità nei rapporti con la Pa ed evitando le difficoltà operative che i Comuni stavano riscontrando con l’avvicinarsi della scadenza del 3 agosto.