Carte d’identità cartacee salve, almeno per ora. Il Consiglio dei ministri ha deciso di prorogarne la validità oltre il termine del 3 agosto 2026 inizialmente fissato per il definitivo passaggio alla Carta d’identità elettronica (Cie). Una scelta dettata dalla necessità di alleggerire la pressione sugli uffici anagrafici comunali, alle prese in molte città con ritardi e difficoltà operative nel rilascio dei nuovi documenti digitali. Resta però un punto cruciale ancora da chiarire: la proroga consentirà anche di utilizzare la carta cartacea per l’espatrio? Su questo aspetto le indicazioni emerse nelle ultime ore appaiono tutt’altro che univoche. «L'eventuale estensione prevista dal Governo riguarda esclusivamente alcuni utilizzi sul territorio nazionale e nei rapporti con la Pubblica amministrazione. Non riguarda invece l'espatrio», ha spiegato Simone Billi, presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo. Una posizione che ha alimentato il dibattito politico e spinto il Partito Democratico a chiedere chiarimenti immediati all’esecutivo. «Stanno circolando informazioni contrastanti sulla sorte delle carte d'identità cartacee», ha dichiarato Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera. Secondo l’esponente dem, il Governo dovrebbe specificare con urgenza gli effettivi ambiti di applicazione della proroga, soprattutto alla luce del fatto che la normativa europea prevede dal 3 agosto 2026 il superamento delle carte cartacee come documenti di viaggio. La misura approvata dal Consiglio dei ministri stabilisce che le carte d’identità cartacee ancora in corso di validità potranno continuare a essere utilizzate fino alla loro naturale scadenza «per determinate finalità e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi». Una formulazione che, proprio perché non menziona esplicitamente l’espatrio, ha lasciato aperti numerosi interrogativi. Il provvedimento modifica di fatto quanto previsto dalla circolare del Ministero dell’Interno del febbraio scorso, che aveva fissato al 3 agosto il termine oltre il quale le carte cartacee non sarebbero più state considerate valide, anche se formalmente non scadute. Con il nuovo intervento, chi possiede ancora un documento cartaceo potrà continuare a utilizzarlo senza dover procedere immediatamente alla sostituzione. Misura anti disagi La decisione è stata assunta per evitare disagi ai cittadini e consentire una transizione più graduale verso il documento elettronico. In molti Comuni, infatti, le richieste di rilascio della Cie hanno generato tempi di attesa particolarmente lunghi, aggravati dall’aumento delle domande nel periodo estivo. Il Governo ha previsto inoltre una soluzione tampone per i casi più urgenti: laddove non sia possibile ottenere in tempi rapidi la Carta d’identità elettronica, i Comuni potranno rilasciare un documento provvisorio. La carta digitale La Cie rappresenta il fulcro del processo di digitalizzazione dell’identità personale. Oltre a certificare l’identità del titolare, consente l’accesso ai servizi digitali della Pubblica amministrazione e si integra con il sistema di identità digitale nazionale. Il documento viene rilasciato dal Comune di residenza o di dimora su appuntamento e ha una validità differenziata in base all’età: tre anni per i minori di tre anni, cinque anni tra i 3 e i 18 anni e dieci anni per i maggiorenni. Restano invece immutate le regole per il rinnovo: la richiesta può essere presentata nei 180 giorni precedenti la scadenza oppure immediatamente in caso di furto, smarrimento o deterioramento del documento. La proroga decisa dal Governo allontana dunque il rischio di un ingorgo amministrativo negli uffici comunali, ma lascia ancora aperta la questione più delicata: capire se, dal prossimo agosto, la vecchia carta d’identità cartacea potrà ancora accompagnare gli italiani oltre confine oppure se resterà valida soltanto all’interno del territorio nazionale.