HomeMonza BrianzaCronacaGeraldine uccisa dall’ex marito: "Mia mamma era perseguitata"Il figlio maggiore in aula: le scriveva di tornare insieme, altrimenti avrebbe potuto fare qualsiasi cosaIl figlio maggiore in aula: le scriveva di tornare insieme, altrimenti avrebbe potuto fare qualsiasi cosaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Il giorno che ha ucciso mia mamma aveva mandato un video della casa abbandonata scrivendo che poteva essere il posto dove vivere tutti insieme". Invece quella sera del luglio scorso in quella ex caserma dismessa a Macherio è stato proprio il figlio maggiore a trovare Geraldine, peruviana di 33 anni (nella foto), strangolata a mani nude dall’ex marito Alexander V., anche lui peruviano ora 34enne, accusato di averla perseguitata prima in Perù e poi in Brianza, dove la donna si era rifugiata con i due figli di 16 e 14 anni, e che dopo l’omicidio ha postato sul profilo social dal telefono cellulare della vittima un selfie accompagnato dalla scritta “verdadero amor”, il “vero amore”.
J., che solo da qualche giorno ha compiuto 18 anni, ha testimoniato ieri alla ripresa del processo davanti alla Corte di Assise di Monza che vede il 34enne accusato di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva avuta con la vittima e anche di stalking, reati che riuniti insieme portano all’ergastolo. Lui e suo fratello più piccolo ora vivono a Carate con la nonna materna Juana, 53 anni, e anche insieme allo zio di Geraldine si sono costituiti parti civili al processo. I familiari di Geraldine si sono rifiutati di partecipare a un percorso di giustizia riparativa che sarebbe servito all’imputato per ottenere un’attenuante che avrebbe portato a uno “sconto” sulla pena.






