HomeMonza BrianzaCronaca“In un video prese Geraldine per il collo: ci stava avvisando”A processo il 34enne che uccise la moglie, perseguitata dal Perù a Macherio. Il racconto choc della madre. Il primogenito dovrà testimoniare dietro un paraventoGeraldine, uccisa a Macherio dall’ex marito, in una foto felice con la madre Juana, che ha testimoniato in Aula a MonzaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMacherio (Monza e Brianza) – A giugno diventerà maggiorenne e dovrà testimoniare al processo davanti alla Corte di Assise di Monza che vede Alexander, il peruviano di 34 anni che gli ha dato il proprio cognome dopo avere sposato sua mamma Geraldine, coetanea connazionale, accusato di aver perseguitato la moglie prima in Perù e poi in Brianza dove si era rifugiata con i due figli e che lo scorso luglio ha ucciso strangolandola a mani nude, per poi postare dal profilo social sul cellulare della vittima un selfie accompagnato dalla scritta “verdadero amor”, il “vero amore”.
Il processo
Una tragedia per cui il ragazzo sta accusando gravi danni psicologici, tanto che l’avvocata che rappresenta come parte civile il Comune di Macherio loro tutore, sulla scorta della relazione fatta dall’educatrice dei servizi sociali, ha chiesto che la testimonianza avvenisse in una stanza per l’audizione protetta. Ma quella presente a Monza è troppo piccola per accogliere giudici e parti del processo. Quindi la Corte ha deciso che proverà a sentire il 18enne dietro a un paravento, per non trovarsi faccia a faccia con l’imputato. Non dovrà invece testimoniare il secondogenito 15enne della coppia. I giudici acquisiranno le dichiarazioni già fatte agli inquirenti dal ragazzino, anche lui fortemente provato, anche dal senso di colpa per avere tentato di fare rimettere insieme la mamma e il papà cui era fortemente legato.









