HomePratoCronacaViolentò un minore, lo avevano condannato a 12 anni. Esce 200 giorni prima perché la cella “è troppo affollata”Sessantenne condannato a 12 anni sta scontando la pena a Prato. Insieme a lui altri due uomini: lo spazio a disposizione è sotto i limiti di leggeIl carcere pratese della Dogaia, dove il condannato per violenza ha trascorso 2.026 giorni con altri due detenutiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrato, 20 giugno 2026 – Scarcerato perché la cella è piccola. Potrà usufruire di uno sconto della pena di ben 199 giorni per le condizioni “degradanti” e “disumane” in cui è stato costretto a vivere durante il periodo di detenzione nel carcere della Dogaia a Prato. E’ quanto ha stabilito il tribunale di Sorveglianza di Firenze accogliendo la richiesta di un cittadino di origine pachistana, 61 anni, assistito dall’avvocato Andrea Palazzeschi, che da 2017 è detenuto nella casa circondariale di Prato per scontare una condanna definitiva a 12 anni per violenza sessuale su minore, fra l’altro in concorso con la moglie.
La cella di un carcere
Le criticità del carcere della Dogaia
Il carcere della Dogaia, come quello di Sollicciano a Firenze per il quale la procura ha disposto nei giorni scorsi il sequestro di sette sezioni per le gravi carenze strutturali e igienico sanitarie, è da sempre alle prese con problemi di sovraffollamento, di gestione di detenuti esagitati e di scopertura di organico della polizia penitenziaria. Difficoltà che spesso costringono la direzione del carcere a sistemare i detenuti in celle che per dimensione non sono adatte a ospitare tre persone alla volta.








