HomeMilanoCronacaCaporalato al consolato Usa, si va avanti tra dialogo e ostacoli. La Caddell chiude sulle assemblee: “Quello è suolo statunitense”Incontro a Milano fra i sindacati e l’azienda sotto accusa: “Noi rispettiamo i diritti”. Passi avanti sulle paghe, ma la restituzione dei soldi versati per vitto e alloggio e gli arretrati sono da quantificareIl cantiere del consolato Usa di MilanoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano, 20 giugno 2026 – Alcune garanzie sarebbero arrivate sugli stipendi, con effetti che dovrebbero vedersi a partire dalle buste paga sul mese di giugno. Una chiusura, invece, sull’accesso dei sindacati al cantiere in piazzale Accursio dove è in corso la costruzione del nuovo consolato degli Stati Uniti: secondo le sigle la Caddell continuerebbe a mettere sul tavolo quella questione di extraterritorialità, che finora ha frenato l’attività sindacale e ha impedito le assemblee, perché quello è “suolo americano”.

Passi avanti, almeno, sarebbero arrivati nel sanare le irregolarità sul fronte delle retribuzioni e degli orari di lavoro emerse dall’indagine dei pm Paolo Storari e Mauro Clerici che ha portato all’amministrazione giudiziaria per caporalato del colosso delle costruzioni statunitense. I sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil hanno incontrato l’amministratore giudiziario Francesco Brigatti e i rappresentanti dell’azienda mettendo sul tavolo una serie di richieste, a partire da quella di “garantire ai lavoratori il pieno esercizio delle libertà sindacali e il diritto di assemblea all’interno del luogo di lavoro”. Su questo, spiegano, “non abbiamo ancora ottenuto una risposta positiva”. I sindacati avevano organizzato un presidio davanti al cantiere per chiedere rispetto dei diritti