Il caso.20 giugno 2026 alle 00:20Pochi tesserati e costi divenuti insostenibili, le società affondano

La progressiva emorragia di tesserati e i costi insostenibili a carico delle famiglie e dei club stanno sgonfiando il pallone. La passione resta nei cuori di pochi irriducibili, che fanno i conti con i cambiamenti dell’epoca pur di tirare a campare e non chiudere del tutto la baracca. «Prima c’era più voglia di socializzare e di aggregarsi, oggi queste che erano consuetudini stanno venendo meno». Stefano Doneddu ha 51 anni e con il pallone ci è cresciuto nella sua Gairo dove l’attività agonistica è in naftalina da due anni. Ci stanno provando in tutti i modi a rianimare quel pallone sgonfio, ma la risposta collettiva è timida, limitata a pochi appassionati. Ma la crisi investe anche altri paesi. È corsa contro il tempo per trovare nuove forze dirigenziali a Perdasdefogu, Bari Sardo, Osini e anche a Tortolì (sponda Castor).

Pallone in agonia

Povero nel gioco e nelle risorse, il calcio dilettantistico è in agonia. Eppure da queste parti non esiste un problema di impiantistica, come invece emerge in altre zone dell’Isola: quasi tutti i paesi dispongono di strutture moderne e accoglienti. Un terzo dei paesi ogliastrini (Elini, Gairo, Loceri, Lotzorai, Seui, Talana, Urzulei e Ussassai) non ha una prima squadra. «Un tempo c’era soltanto il calcio, ora l’offerta di sport è variegata», afferma Doneddu, che lotta per tenere in vita la società e lunedì (ore 18) confida di riempire la sala polifunzionale di piazza Melis. Ma se questo è un dato oggettivo, occorre aprire una riflessione: «I giovani d’oggi vogliono tutto e subito senza faticare. Non sono proprio i principi che animano lo sport». I tempi sono cambiati e questo lo sanno anche a Osini. «Nel 2010 - racconta Alessio Puddu, tuttofare della società biancorossa che milita in Seconda categoria - eravamo una quindicina di dirigenti. Oggi siamo appena sette, ma di fatto sono due, tre le persone che lavorano». Poche per portare avanti gli impegni. Giusto per non mettere una x rossa sul calcio di paese, 700 anime appena, negli ultimi anni il club ha allestito una rosa infarcita di argentini. «Quando noi dirigenti parliamo di sacrifici importanti nessuno ci crede. Vorremmo maggiore collaborazione da chi parla senza dare una mano».