Il buon dio, disse Aby Warburg, si nasconde nei dettagli. Ma anche il diavolo. La norma del Melonellum che impone di indicare assieme al programma il candidato premier, metterà fuori gioco i simboli della Lega e di Fi, in quanto entrambi alludono ad una diversa leadership rispetto a quella di Giorgia Meloni: Salvini premier e Berlusconi presidente. Ieri la commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato l’emendamento della maggioranza che conferma l’obbligo dell’indicazione del candidato o della candidata premier, con una leggera modifica che dovrebbe evitare la sua incostituzionalità, e Forza Italia e Lega hanno votato a favore, non rendendosi conto della controindicazione anche elettorale, oltre che politica, sui propri simboli, evidenziata immediatamente dopo il voto, forse con sadica soddisfazione, da Federico Fornaro (Pd), uno dei grandi esperti di legge elettorale.

La commissione si è aggiornata a lunedì prossimo, dopo il voto di fiducia sul decreto casa, dopo il quale si terrà la conferenza dei capigruppo, richiesta dalle opposizioni al presidente Lorenzo Fontana. In quella sede il centrosinistra chiederà, probabilmente senza successo, che l’approdo in Aula del testo sia posticipato rispetto alla data fissata del 26 giugno.