Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiUna buona idea replicata si trasforma in franchising. E in Italia le idee imprenditoriali ripetibili non mancano: il settore nel 2025 ha raggiunto un giro d’affari di 39 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 36 miliardi del 2024, con una crescita dell’8%. Eppure, la sfida resta soprattutto culturale. Non si tratta di un problema di conoscenza, ma di comprensione: se il 93% degli italiani dichiara di aver sentito parlare di franchising, solo il 21% afferma di averne una conoscenza approfondita. L’equazione, più semplice a dirsi che a farsi, è chiara: più il franchising viene compreso, più viene apprezzato. Massimiliano Maffioli e Bebe Vio
La sfida è attrarre con la comunicazione
Il principale ostacolo resta lo scarso interesse a fare impresa: il 40% della popolazione intervistata si dichiara infatti non interessato a gestire questo tipo di attività. Significa che «la partita si gioca sull’immaginario, cioè sulla capacità di rendere desiderabile questo percorso imprenditoriale, dimostrando che il franchising non è una seconda scelta o una scorciatoia, ma può essere una forma seria, moderna e accompagnata di imprenditoria». Di qui la missione di Massimiliano Maffioli, presidente di Assofranchising da settembre 2025, intervenuto il 18 giugno al Franchising summit 2026, l’appuntamento annuale promosso dall’associazione aderente a Confcommercio che dal 1971 rappresenta, difende e promuove gli interessi economici, sociali e professionali del network di franchisor e franchisee associati.









